I nostri primi 3 anni

Erano le 15,56 di un assolato e caldo 14 maggio quando per la prima ti ho vista, sentita e toccata. Un' emozione unica che mi lasciò letteralmente senza parole (ricordo ancora in sala parto l'infermiera che mi chiese per ben 3 volte nome e cognome). La nostra prima cena in ospedale, mamma dopo 9 mesi di dieta, pretese un sanissimo panino del McDonald's e poi il saluto, dovevo tornare a casa. Tempo 2 giorni, trascorsi tra controlli di rito, spiegazione su come cambiarti e come verificare le tue poppate e poi dritti dritti a casa.

È incredibile ma sono già passati 3 anni da quel giorno, tu sei cresciuta, tanto, ed io continuo sempre a farmi la stessa domanda: "Sarò un buon padre? Posso fare meglio? Faccio troppo? O magari troppo poco?" Ma bastano un "papy" o un tuo sorriso e tutto passa direttamente in secondo piano.

Ecco, questo forse è il cambiamento più grande che hai portato nella mia e nella nostra vita: una volta in tua compagnia, a casa o fuori, le preoccupazioni spariscono.

Ricordo ancora l'emozione durante la tua prima parola "papà" il mondo si fermò nuovamente, stavi chiamando me. L'ansia nel darti le prime pappe, ricordo con terrore quando toccava darti il pollo. Tu esausta per la mia lentezza ed io sudato fradicio e con le palpitazioni sopra i 100 battiti ad ogni boccone per paura ti affogassi e il sorriso di entrambi quanto tornava mamma, finalmente potevi mangiare tu e respirare io.

Le domeniche in piscina, ricordo ancora la prima volta in acqua, io e te, altri bambini e altri genitori. Tu seduta sul bordo, in attesa del nostro turno, un bambino scivola, istintivamente lo afferrai per poi ridarlo al genitore distratto. La tua risposta fu molto semplice ma efficace: avvinghiamento al collo con tanto di sguardo minatorio nei confronti del poverino e pianto fin sotto la doccia. Poi però sei decisamente migliorata, ti muovi agevolmente da sola, riesci ad andare in immersione senza bere e stavi anche iniziando a nuotare senza braccioli.

I sonnellini pomeridiani, quando mamma, esausta, mi chiedeva di metterti a nanna dopo pranzo, e puntualmente si finiva a dormire assieme nel lettone per almeno una paio d'ore. Oppure le volte che magari io e mamma avremmo voluto riposare assieme e te, e tu ovviamente tutto volevi fare fuorchè dormire.

Le notti insonni, quando alle 3 del mattino non ne volevi sapere di dormire, ma volevi solo giocare con le costruzioni e tutti i "ragazzi" salvo poi riaddormentarti verso le 5 sul divano, quasi fosse un gioco. O quandi ti svegliavi chiedendo "latteeeee" oppure "papy voglio le coccole". Oppure quella notte, coliche e pianti, e allora decidemmo con mamma di farti dormire con noi. Un calore piacevole e poi d'improvviso il tonfo...eri caduta dal letto (chissà come poi)...vent'anni di vita persi, un po' di lacrime e poi nuovamente tutti a nanna.

I tuoi primi passi e il tuo primo giorno di scuola, l'inserimento, quando pretendevi che mangiassi anche io con te assieme a tutti gli altri bambini. I giri in tram e poi in macchina. Le scarpinate in montagna, zaino in spalla e tu dentro lo ziano (ah già, tu dormivi quasi sempre)...ricoderai sicuramente la malga e i rifugi, dove puntualmente oltre alla tua pappa, mangiavi tutta la mia pasta.

Sono 3 anni che sei entrata nella mia e nella vostra vita, stai crescendo amore, anche un filo in fretta per i miei gusti, ma so che è giusto così. Sei diventata talmente autonoma da riuscire a usare Youtube Kids e Chromecast da sola. E più ti guardo crescere più continuo a farmi sempre la stessa domanda: "Sono un buon padre?". Ma poi guardo i tuoi occhi, verdi come i miei e penso: "Chi se ne frega, stai crescendo e lo stai facendo con il sorriso... e a me sta bene così."

Auguri amore di papà.